Arte e cultura non sono solo espressione identitaria e sociale, ma anche fattori economici in grado di generare valore duraturo. È questo il messaggio emerso dalla presentazione della 30ª edizione di miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea in programma a Milano dal 17 al 19 aprile, di cui Intesa Sanpaolo è, anche quest’anno, main partner. «Ci sono significative ragioni per guardare al patrimonio artistico e alla cultura del Paese come straordinari generatori di ricchezza», ha dichiarato Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e direttore generale delle Gallerie d’Italia, sottolineando il valore strategico dell’arte non solo in termini culturali, ma anche economici e patrimoniali. Il contributo del Gruppo alla fiera si concretizza in un progetto a cura di Nicola Ricciardi, direttore artistico di miart, dedicato alla valorizzazione di una selezione di capolavori provenienti dalla Collezione Luigi e Peppino Agrati. Le opere saranno esposte nell’area lounge di Intesa Sanpaolo, all’interno del percorso fieristico. La Collezione Agrati, oggi parte del patrimonio artistico di Intesa Sanpaolo, rappresenta uno dei nuclei più rilevanti dell’arte italiana e internazionale del secondo Novecento. La sua presenza a miart rafforza il dialogo tra istituzioni finanziarie, mercato dell’arte e pubblico, contribuendo a una lettura dell’arte come asset culturale capace di produrre valore anche nel tempo.
Secondo Coppola, il posizionamento di Intesa Sanpaolo nel panorama culturale europeo è ormai consolidato: «Con le Gallerie d’Italia e con la propria collezione, Intesa Sanpaolo è tra i più importanti collezionisti privati in Europa». Un ruolo che, ha aggiunto, consente al Gruppo di porsi come modello di riferimento per la valorizzazione del patrimonio artistico, dimostrando come una grande istituzione bancaria possa integrare cultura, responsabilità sociale e visione economica di lungo periodo. In questa prospettiva, la gestione e la valorizzazione delle collezioni non si limitano alla conservazione, ma diventano parte di una strategia più ampia che lega investimenti culturali, rigenerazione urbana e attrattività dei territori.
Accanto al progetto culturale, nell’area lounge della banca, Intesa Sanpaolo Private Banking presenterà le proprie soluzioni di wealth management, con un focus specifico sul servizio di art advisory: si tratta di un’offerta rivolta a una clientela che considera l’arte non solo come passione o bene rifugio, ma come opportunità di diversificazione patrimoniale, inserita in una pianificazione finanziaria strutturata. L’integrazione tra competenze finanziarie e conoscenza del mercato dell’arte risponde a una domanda crescente di consulenza specializzata: le opere d’arte sono sempre più considerate asset complessi, da gestire con attenzione ai profili fiscali, successori e di sostenibilità del valore nel tempo. La presenza di Intesa Sanpaolo a miart evidenzia pertanto come il legame tra cultura e finanza possa tradursi in un modello di creazione di valore che va oltre il ritorno economico immediato: investire in arte significa sostenere filiere culturali, rafforzare l’ecosistema creativo e contribuire alla reputazione e alla solidità di lungo periodo dei territori e delle istituzioni coinvolte.







