Il mercato conferma un forte appetito per il debito pubblico italiano, soprattutto quando l’offerta si intreccia con criteri ambientali, sociali e di governance. Il recente collocamento tramite sindacato del nuovo BTP a 7 anni e la riapertura del BTP Green hanno registrato una domanda complessiva superiore ai 265 miliardi di euro, a fronte di un’emissione totale pari a 20 miliardi. Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, hanno partecipato all’operazione circa 750 investitori: 390 sul BTP a 7 anni con scadenza 15 marzo 2033 e cedola annua del 3,15%, e 360 sul BTP Green con scadenza 30 aprile 2046 e cedola del 4,10%.

Il ruolo chiave degli investitori ESG

Particolarmente significativa è stata la componente ESG, che ha sottoscritto circa il 55% del collocamento del BTP Green. Un dato in linea con la prima emissione del titolo avvenuta nel gennaio 2025 e che conferma come gli strumenti di debito sostenibile rappresentino ormai un pilastro strutturale nelle strategie di allocazione di molti investitori istituzionali. I fund manager si sono confermati protagonisti dell’operazione, con una quota pari al 47% sul BTP Green e al 35,7% sul titolo settennale. Le banche hanno invece sottoscritto il 21,4% del Green e il 32,2% del BTP a 7 anni, mentre gli investitori con un orizzonte di lungo periodo – fondi pensione, assicurazioni, banche centrali e istituzioni governative – hanno assorbito circa il 27% di entrambe le emissioni.

Debito pubblico e transizione sostenibile

Il successo del collocamento rafforza il ruolo dei BTP Green come strumento di finanziamento della transizione ecologica, in un contesto in cui la sostenibilità non è più solo un criterio etico, ma un fattore di stabilità finanziaria e di credibilità per gli emittenti sovrani. Per l’Italia, la crescente partecipazione di investitori orientati all’ESG rappresenta un segnale positivo sia in termini di diversificazione della base investitori sia di capacità di attrarre capitali di lungo periodo destinati a progetti con impatti ambientali e sociali misurabili. In un contesto globale ancora caratterizzato da incertezza macroeconomica e tensioni geopolitiche, l’esito dell’operazione conferma come la finanza sostenibile possa fungere da ponte tra esigenze di bilancio pubblico e obiettivi di sviluppo responsabile.