Il clima non è neutrale: le donne in prima linea nella crisi ambientale

Il cambiamento climatico non colpisce tutti allo stesso modo. A ricordarlo è UN Women, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere, che alla vigilia della Cop30 — aperta oggi a Belém, in Brasile — lancia un appello affinché la giustizia di genere diventi un pilastro dell’azione climatica globale. Gli impatti della crisi ambientale, sottolinea l’agenzia, aggravano disuguaglianze già esistenti: le donne e i gruppi più marginalizzati si trovano più spesso a fronteggiare sfollamenti climatici, insicurezza alimentare e perdita dei mezzi di sussistenza. Una vulnerabilità che non è solo sociale ma anche economica, con conseguenze dirette sulla resilienza delle comunità e sulla capacità di adattamento dei sistemi produttivi.

Verso un Piano d’Azione di Genere per il clima

UN Women chiede ai Paesi riuniti alla Cop30 l’adozione di un forte Piano d’Azione di Genere, che renda l’uguaglianza un elemento strutturale e non accessorio delle politiche climatiche. L’obiettivo è costruire un quadro trasformativo, ben finanziato e responsabile, in grado di garantire che le strategie di mitigazione e adattamento includano la prospettiva di genere in ogni fase: dalla progettazione alla realizzazione degli interventi. Secondo l’agenzia ONU, si tratta non solo di una questione di giustizia, ma di una condizione strategica per l’efficacia dell’azione climatica. Integrare le donne nei processi decisionali e riconoscere il loro ruolo nei territori significa infatti valorizzare competenze, esperienze e conoscenze essenziali per una transizione sostenibile e inclusiva.

Gender Equality and Climate Policy Scorecard: un nuovo strumento per misurare l’equità climatica

In apertura della conferenza, UN Women — in collaborazione con il Kaschak Institute for Social Justice for Women and Girls — presenta il Gender Equality and Climate Policy Scorecard, un nuovo strumento di valutazione che misura quanto e come i governi stiano affrontando le disuguaglianze di genere nelle loro politiche climatiche nazionali. I risultati preliminari mettono in luce un dato significativo: la maggior parte dei Paesi riconosce la vulnerabilità sproporzionata delle donne, ma pochi adottano approcci completi e sistemici per colmare il divario. Il quadro che emerge evidenzia quindi una distanza tra dichiarazioni di principio e reali impegni strutturali.

Clima e parità: una sfida intersezionale per la sostenibilità globale

Il messaggio di UN Women arriva in un momento cruciale per la governance climatica globale: le decisioni prese a Belém determineranno la direzione dell’azione collettiva nei prossimi anni. Integrare la parità di genere nelle politiche ambientali non significa introdurre un tema sociale “aggiuntivo”, ma rafforzare la resilienza economica, ambientale e democratica dei sistemi. Perché la transizione ecologica sia davvero sostenibile, deve essere anche giusta, equa e inclusiva. E il volto di questa sostenibilità, oggi più che mai, è anche quello delle donne.