Criptoattività nel mirino: un nuovo fronte della lotta all’illegalità
Nella battaglia contro l’economia sommersa, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, richiama l’attenzione su uno dei rischi emergenti più insidiosi: quello legato alle criptoattività. Intervenendo all’Inaugurazione dell’Anno di Studi 2025-26 della Scuola di Polizia Economico-Finanziaria, Panetta ha evidenziato come queste tecnologie, capaci di garantire elevati livelli di anonimato e spesso collocate al di fuori dei canali finanziari tradizionali, rappresentino un terreno fertile per attività illecite.
Tecnologie anonime e scambi diretti: perché aumentano i rischi

Le criptoattività operano frequentemente in giurisdizioni extra UE e si caratterizzano per una quota rilevante di scambi peer-to-peer, ovvero direttamente tra utenti. Questa struttura decentralizzata può facilitare non solo operazioni criminali, ma anche l’occultamento di transazioni perfettamente legittime, rendendo più difficile il lavoro di controllo e monitoraggio da parte delle autorità.
Operazioni sospette in aumento: i dati del primo semestre 2025
L’allarme, ha spiegato Panetta, è confermato dai numeri. Nei primi sei mesi del 2025 sono stati registrati in Italia oltre 4.600 casi di operazioni sospette legati all’uso di criptoattività. Più della metà delle segnalazioni proviene dai virtual asset service providers (VASP), segno di un mercato in rapida evoluzione ma anche di rischi crescenti per la trasparenza finanziaria.
Una sfida cruciale per la finanza sostenibile
Il tema non riguarda solo la sicurezza economica, ma anche la capacità dei sistemi finanziari di restare affidabili e sostenibili nel lungo periodo. Migliorare i meccanismi di vigilanza, rafforzare la cooperazione internazionale e aumentare la consapevolezza degli operatori è essenziale per evitare che le tecnologie emergenti diventino canali privilegiati di opacità e illegalità.







