La ricorrenza
Ogni anno, il 2 ottobre, l’Italia celebra la Festa dei Nonni, istituita nel 2005 per riconoscere l’importanza dei nonni all’interno delle famiglie e della società. Più di una semplice ricorrenza, questa giornata ricorda quanto il loro contributo vada ben oltre l’affetto, la saggezza e il supporto nella cura dei nipoti: rappresenta anche un pilastro economico fondamentale per molte famiglie italiane.
Nonni: baby sitter e supporto flessibile
Secondo l’ultimo Rapporto Plus dell’Inapp, i nonni sono i principali alleati dei genitori-lavoratori, affidati nel 57,9% dei casi alla cura dei bambini. Questo dato è ancora più alto nelle regioni del Sud Italia, dove la carenza di servizi per la prima infanzia rende indispensabile il loro aiuto, ma è significativo anche nel resto del Paese. Un terzo dei nonni si prende cura dei nipoti durante l’orario di lavoro dei genitori, mentre altri intervengono occasionalmente o in situazioni di emergenza. La loro presenza garantisce alle famiglie un supporto flessibile e costante, spesso irrinunciabile per conciliare lavoro e famiglia.
Un aiuto concreto anche per il bilancio familiare
Oltre al tempo e alle cure, i nonni rappresentano un sostegno economico prezioso. La Coldiretti stima che un nonno su tre contribuisca direttamente al bilancio familiare, anche se oltre il 60% percepisce meno di 750 euro al mese. La loro presenza consente alle famiglie italiane di risparmiare complessivamente circa otto miliardi di euro l’anno, fungendo da vero e proprio paracadute finanziario. In Lombardia, ad esempio, ci sono oltre due milioni e mezzo di over 65, di cui il 40% assume il ruolo di “nonno a tempo pieno”.
Il futuro: anziani protagonisti della società e dell’economia domestica
Guardando avanti, le proiezioni Istat indicano che entro il 2050 le persone con più di 65 anni potrebbero rappresentare circa un terzo della popolazione italiana. Oggi, circa 7,4 milioni di famiglie, una su tre, vivono in buona parte di pensione: gli assegni dei nonni non solo sostengono i bilanci familiari, ma in molti casi riducono significativamente il rischio di povertà per nuclei vulnerabili. Il contributo economico dei nonni si estende spesso anche a famiglie non conviventi, dimostrando quanto il loro ruolo sia trasversale e strategico per la tenuta sociale ed economica del Paese.







