Misurare l’impatto non è più un esercizio teorico, ma una scelta strategica sempre più centrale nel dibattito sulla sostenibilità. Lo dimostra il Festival Nazionale dell’Economia Civile, che ha chiuso l’edizione 2025 con una valutazione strutturata degli effetti generati dall’evento, confermandosi come uno dei principali laboratori italiani dedicati all’economia sociale, alla partecipazione e alla felicità pubblica.

Nel corso di quattro giorni di incontri, panel e dibattiti, il Festival ha coinvolto oltre 110 relatori, tra cui due premi Nobel, 28 panel tematici e numerose personalità del mondo accademico nazionale e internazionale, dell’imprenditoria, della cooperazione e della cultura. Ai lavori hanno partecipato più di 3.000 cittadini e cittadine, insieme a oltre 350 giovani e studenti, mentre i contenuti video e podcast prodotti durante l’evento hanno superato le 10.000 visualizzazioni, ampliando ulteriormente la platea raggiunta. Un elemento distintivo dell’edizione 2025 è stata la scelta di sottoporre il Festival a una valutazione di impatto, attraverso l’utilizzo del NeXt Index – Evento sostenibile e dei questionari di gradimento somministrati ai partecipanti. Il risultato complessivo, pari a 80,8 punti su 100, ha collocato il Festival nella fascia A, quella degli eventi sostenibili di alto livello, restituendo l’immagine di un’iniziativa capace di coniugare contenuti, partecipazione e responsabilità organizzativa.

L’analisi lungo le tre dimensioni ESG evidenzia un equilibrio complessivamente positivo. La dimensione sociale risulta particolarmente solida, grazie a un approccio inclusivo e partecipativo che ha garantito un’elevata accessibilità per relatori e pubblico e un coinvolgimento attivo dei partecipanti. I dati raccolti indicano un livello di soddisfazione pari al 100 per cento e un incremento della consapevolezza sui temi della sostenibilità che ha raggiunto il 96,5 per cento. Ancora più elevata è la performance sul fronte della governance, che con un punteggio di 96 su 100 colloca il Festival in una dimensione di eccellenza. Un risultato legato soprattutto al lavoro di progettazione partecipata condotto a livello nazionale con le organizzazioni partner e alla collaborazione sviluppata sul territorio con le pubbliche amministrazioni e le comunità locali, in una logica di co-creazione del valore. Sul versante ambientale il punteggio, pari a 68 su 100, segnala buone performance ma anche margini di miglioramento. Tra gli elementi positivi emergono l’attenzione ai trasporti sostenibili, rafforzata dalla collaborazione pluriennale con Trenitalia, la scelta di panel e catering plastic free e le iniziative di educazione ambientale rivolte ai partecipanti. Un ambito che rappresenta una leva strategica per rafforzare ulteriormente l’impatto complessivo delle prossime edizioni.

La scelta di misurare l’impatto rende il Festival Nazionale dell’Economia Civile un caso di interesse anche per il mondo della finanza sostenibile e dell’innovazione ESG. Rendicontare gli effetti sociali, ambientali e di governance consente infatti di trasformare un evento culturale in un’esperienza misurabile, comparabile e migliorabile nel tempo, in linea con le crescenti esigenze di trasparenza e accountability che oggi riguardano imprese, istituzioni e organizzazioni del Terzo settore.

Lo sguardo è ora rivolto all’ottava edizione del Festival, in programma dal 1° al 4 ottobre 2026, che proseguirà il lavoro di ricerca sullo stato dell’economia civile e sociale in Italia e darà ampio spazio al riconoscimento delle migliori pratiche. Il Festival nasce da un’idea di Federcasse, è promosso con Confcooperative, organizzato e progettato con NeXt – Nuova Economia per Tutti, con il contributo di Fondosviluppo, Assimoco, Assicooper e della Federazione Toscana delle Bcc, e con la collaborazione dell’Università degli Studi di Firenze, della SEC – Scuola di Economia Civile, di Gioosto e di Mus.E. In un contesto in cui la sostenibilità richiede sempre più dati, metriche e capacità di valutazione, il Festival Nazionale dell’Economia Civile mostra come anche gli eventi possano contribuire in modo concreto alla transizione verso un’economia più equa, inclusiva e responsabile, rendendo misurabile il valore generato per le comunità e per il sistema economico nel suo complesso.