Un Paese che oscilla tra progressi e ritardi

La fotografia scattata dalla Relazione sullo Stato della Green Economy 2025, presentata ad Ecomondo in apertura degli Stati Generali della Green Economy, restituisce un Paese sospeso tra progressi significativi e ritardi preoccupanti. Un quadro “in bianco e nero”, come lo definiscono gli esperti, in cui le buone pratiche convivono con criticità strutturali ancora lontane dall’essere risolte.

Emissioni e consumi in aumento: il lato oscuro della transizione

Sul fronte ambientale, i segnali negativi non mancano: le emissioni di gas serra diminuiscono troppo lentamente, mentre i consumi energetici per edifici e trasporti continuano a crescere. L’Italia importa ancora troppa energia dall’estero, e il consumo di suolo resta fuori controllo. Anche la mobilità sostenibile mostra un paradosso: con 701 auto ogni mille abitanti, il nostro Paese è il più motorizzato d’Europa.

Rinnovabili e economia circolare: i punti di forza

Eppure, non mancano risultati incoraggianti. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha raggiunto il 49% del totale nazionale, confermando un trend positivo. L’Italia mantiene inoltre il primato europeo nell’economia circolare, con un sistema produttivo sempre più efficiente nel riuso e nel riciclo delle risorse. Cresce anche l’agricoltura biologica, con un aumento del 24%, e molte città si distinguono per vivacità e iniziative nella transizione ecologica.

Ronchi: «Tornare indietro sarebbe un errore fatale»

Nel suo intervento, Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha ribadito che la strada verso la decarbonizzazione «non può e non deve essere abbandonata». Tornare indietro, ha spiegato, «non conviene all’Italia, né dal punto di vista ambientale né economico». Senza il Pnrr, ha ricordato Ronchi, «il Pil italiano sarebbe rimasto in stagnazione o in recessione, e il contenimento del deficit al 3% sarebbe stato quasi impossibile».

Una transizione vitale per il futuro del Paese

Con un aumento delle temperature doppio rispetto alla media mondiale, l’Italia – collocata nel cuore dell’hot-spot climatico del Mediterraneo – non può permettersi di rallentare. «La transizione energetica e climatica – conclude Ronchi – non è solo un obiettivo politico, ma una necessità vitale per la nostra economia e per il futuro del Paese».