Roma Capitale rinnova l’accordo con l’Ente Nazionale per il Microcredito e conferma il Progetto Microcredito Roma Capitale come uno strumento stabile delle politiche pubbliche contro le disuguaglianze economiche. Nato negli anni scorsi e oggi rilanciato dall’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, il progetto consolida una visione di lungo periodo che considera l’accesso al credito una componente essenziale della cittadinanza economica.

Il microcredito viene inteso non come misura emergenziale, ma come leva strutturale capace di coniugare inclusione sociale, sviluppo produttivo e tutela della dignità delle persone. L’obiettivo è offrire opportunità concrete a chi resta escluso dai canali tradizionali del credito, prevenendo situazioni di marginalità economica e contrastando fenomeni come sovraindebitamento e usura. Il progetto si articola su una doppia direttrice: una sociale, rivolta a persone e famiglie in temporanea difficoltà economica, e una imprenditoriale, pensata per sostenere lavoratori autonomi, micro e piccole imprese e aspiranti imprenditori. Un modello integrato che affianca all’erogazione del credito servizi di orientamento, educazione finanziaria e tutoraggio, rafforzando la sostenibilità dei percorsi avviati. Elemento centrale dell’iniziativa è il fondo rotativo, che prevede la restituzione delle risorse e il loro reinvestimento. Un meccanismo virtuoso che moltiplica l’impatto sociale nel tempo e introduce un principio di responsabilità condivisa, in linea con i criteri della finanza sostenibile e dell’economia circolare applicata al credito.

Dalla sua attivazione, il progetto ha sostenuto migliaia di persone, famiglie e imprese, mobilitando risorse per oltre 12 milioni di euro. Un intervento che ha intercettato anche fasce di ceto medio in difficoltà, spesso invisibili per il sistema bancario tradizionale, contribuendo a rafforzare il tessuto economico locale e la resilienza sociale della città. Come sottolineato dall’assessora alle Attività Produttive Monica Lucarelli, il rinnovo dell’accordo rappresenta una scelta politica chiara: investire sul microcredito come strumento pubblico di autonomia, responsabilità e prevenzione delle fragilità economiche. Un approccio che mette al centro la presenza delle istituzioni, l’accompagnamento e la consapevolezza finanziaria, trasformando il credito in un fattore di inclusione e sviluppo sostenibile.