A Napoli prende forma una delle prime applicazioni concrete di finanza sociale a sostegno delle donne vittime di violenza. Il Comune ha infatti annunciato la prima presa in carico di una pratica di sospensione del mutuo a favore di una donna inserita in un percorso certificato di protezione, segnando un passaggio operativo di rilievo sul fronte dell’inclusione finanziaria.

Attivato il protocollo Abi–sindacati del credito

La misura è stata resa possibile grazie alla prima applicazione operativa del protocollo Abi–Osl, sottoscritto il 24 novembre 2025 dall’Associazione Bancaria Italiana e dalle organizzazioni sindacali del settore del credito (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin), in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’accordo introduce strumenti finanziari dedicati per rafforzare la tutela economica delle donne che vivono situazioni di violenza e fragilità.

Le misure previste: sospensione e rimodulazione dei finanziamenti

Il protocollo prevede in particolare la sospensione delle rate di mutui e prestiti e l’allungamento della durata dei finanziamenti, al fine di ridurre l’impatto delle rate sul bilancio familiare. Le misure sono rivolte a donne inserite in percorsi certificati di protezione e che si trovano in condizioni di difficoltà economica, riconoscendo il ruolo centrale dell’accesso al credito come fattore di autonomia.

La rete territoriale e il ruolo del sistema bancario

L’operazione è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Rete dei Centri antiviolenza del Comune di Napoli, la coordinatrice dei Cav, Rosa Di Matteo, i centri aderenti alla rete e l’agenzia di Intesa Sanpaolo di Casalnuovo. Un modello di cooperazione che integra istituzioni locali, servizi sociali e sistema bancario.

Autonomia economica come strumento di protezione

«Il sostegno economico è una leva fondamentale per garantire autonomia, sicurezza e autodeterminazione alle donne che subiscono violenza», ha sottolineato l’assessora alle Pari opportunità, Emanuela Ferrante. «Questa prima applicazione dimostra che la sinergia tra istituzioni, territorio e sistema bancario può tradursi in azioni concrete».