Il dibattito
Nel dibattito sul ruolo del sistema creditizio italiano, il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha voluto ribadire un concetto chiave: le banche non si sottraggono alle loro responsabilità sociali, ma chiedono di essere riconosciute e rispettate, non trattate come semplici strumenti di politica economica.
Solidarietà sì, ma nel rispetto reciproco
«La socialità delle banche – ha spiegato Patuelli durante il convegno sui prestiti di soccorso organizzato da Banca Mediolanum e Università Cattolica – si esprime anche nel dialogo con le istituzioni e nella disponibilità a dare più di quanto impongono le tasse». Il presidente Abi ha ricordato come gli istituti di credito, negli ultimi anni, abbiano contribuito in modo significativo alle necessità dello Stato, attraverso addizionali fiscali, anticipazioni di liquidità e misure straordinarie adottate sempre «nella legalità e nello spirito di servizio verso la Repubblica».
Il sistema bancario come pilastro sociale
Per Patuelli, le banche sono parte integrante del tessuto sociale e produttivo del Paese: garantiscono stabilità, credito e fiducia, elementi indispensabili per sostenere famiglie, imprese e istituzioni. Il loro contributo, dunque, non è solo economico, ma anche civile e solidale, volto a rafforzare la coesione nazionale e la resilienza del sistema.
No a imposizioni, sì a collaborazione istituzionale
Proprio per questo, ha sottolineato Patuelli, è necessario che lo Stato e la politica riconoscano alle banche dignità e autonomia. La solidarietà non può tradursi in obblighi o oneri imposti unilateralmente, ma deve nascere da un rapporto di fiducia e collaborazione reciproca.
Il messaggio è chiaro: le banche italiane si assumono la loro parte di responsabilità nella costruzione di un’economia più giusta e sostenibile, ma chiedono di non essere considerate solo come “cassieri dello Stato”.
Un equilibrio da preservare
Nel momento in cui la finanza sostenibile e la transizione verde impongono nuove sfide, Patuelli richiama alla necessità di un equilibrio tra solidarietà e rispetto: le banche, pur contribuendo al bene collettivo, devono poter operare in un quadro normativo stabile, coerente e basato sul dialogo istituzionale. Solo così, conclude implicitamente il presidente Abi, la funzione sociale del credito potrà svilupparsi pienamente, a beneficio di tutto il Paese.







