Sale, anche se di poco, la soglia ISEE per le famiglie in difficoltà economica che possono ottenere i bonus sociali sulle bollette. Dal 1° gennaio 2026 l’Arera ha aggiornato il valore minimo per accedere alle agevolazioni su luce, gas, acqua e rifiuti portandolo da 9.530 a 9.796 euro, mentre resta invariata a 20.000 euro la soglia prevista per i nuclei familiari con almeno quattro figli a carico. Un adeguamento che arriva tra i primi atti del nuovo Collegio dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, presieduto da Nicola Dell’Acqua, nominato dal Consiglio dei ministri il 4 dicembre scorso.
L’aumento, tuttavia, non convince le associazioni dei consumatori, che parlano di intervento insufficiente rispetto al peso crescente del caro vita e alla diffusione della povertà energetica. Per l’Unione nazionale consumatori il rialzo è “misero” e “del tutto inadeguato”, mentre Federconsumatori sottolinea che soglie e importi rimangono troppo bassi per affrontare un fenomeno ormai strutturale. Sulla stessa linea anche Assoutenti, che chiede “di fare di più” per garantire almeno i consumi minimi essenziali alle famiglie più esposte.
L’aggiornamento delle soglie ISEE è previsto da un decreto del 29 dicembre 2016 e viene calcolato sulla base dell’andamento medio, negli ultimi tre anni, dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nel triennio di riferimento. In altre parole, si tratta di un adeguamento automatico, legato all’inflazione, che però finisce per essere percepito come troppo modesto in una fase in cui il costo dell’energia continua a incidere in modo significativo sui bilanci domestici, soprattutto per chi vive già in condizioni di fragilità economica. Secondo i dati Arera, nel 2024 i bonus elettrico e gas sono stati erogati a 4.521.464 nuclei familiari, mentre per i bonus relativi a rifiuti e servizio idrico non sono disponibili numeri consolidati. Un elemento che rende più difficile fotografare con precisione l’impatto complessivo del sistema di sostegno, in particolare sui servizi locali, dove la platea e l’effettiva applicazione possono variare sensibilmente.
Le agevolazioni vengono riconosciute direttamente in bolletta e possono essere cumulate. Arera ricorda che l’entità dello sconto cambia in base al servizio: per l’energia elettrica la riduzione è pari al 30% della spesa dell’utente medio calcolata al lordo delle imposte, mentre per il gas naturale il taglio è del 15% della spesa al netto delle imposte. Per il servizio idrico lo sconto è costruito per garantire un quantitativo minimo, pari a 50 litri per abitante al giorno, mentre per i rifiuti l’agevolazione consiste in una riduzione del 25% della Tari tariffa corrispettiva dovuta.
L’accesso ai bonus avviene in modo automatico: basta presentare all’INPS la Dichiarazione sostitutiva unica, necessaria per ottenere l’attestazione ISEE. A quel punto i requisiti vengono verificati attraverso il Sistema informativo integrato, la banca dati che contiene le informazioni sulle forniture elettriche e di gas, oppure tramite il gestore idrico. In genere lo sconto compare in bolletta dopo tre o quattro mesi dalla data di attestazione ISEE e il valore può variare in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare.
Sul piano politico e sociale, però, la questione resta aperta. Il vicepresidente dell’Unione nazionale consumatori, Marco Vignola, osserva che il Governo avrebbe dovuto ripristinare le soglie decise in passato dall’esecutivo Draghi, che innalzavano il tetto ISEE da 9.530 euro a 15.000 euro. Secondo Vignola, inoltre, servirebbero soglie intermedie tra il limite minimo e quello dedicato alle famiglie numerose, ma anche un ripensamento dei criteri di assegnazione, in modo da commisurare il bonus agli effettivi consumi.
Il tema, per chi si occupa di transizione energetica e sostenibilità, va oltre la semplice percentuale di sconto: riguarda la capacità del Paese di garantire accesso ai servizi essenziali e di accompagnare la trasformazione del sistema energetico senza lasciare indietro chi è più vulnerabile. L’innalzamento della soglia ISEE rappresenta un segnale, ma per molti osservatori resta troppo piccolo rispetto alla dimensione del problema. E la richiesta, sempre più esplicita, è che le politiche pubbliche affrontino la povertà energetica non come un’eccezione, ma come una priorità strutturale.







