Nel dettagliato articolo pubblicato sul Messaggero, Roberta Amoruso analizza il sorprendente sorpasso economico e finanziario compiuto da Italia, Grecia e Spagna — storicamente etichettati come i “PIGS” dell’Eurozona — che oggi, secondo il Financial Times, sono diventati i nuovi motori dei mercati europei. L’articolo esamina l’andamento brillante delle Borse di Roma, Atene e Madrid nell’ultimo decennio, il risanamento dei conti pubblici e il ruolo della politica economica nazionale, sottolineando in particolare la gestione italiana sotto il governo Meloni.
Sprint di Roma, Atene e Madrid: da Pigs a locomotiva dei mercati. Italia, Grecia e Spagna considerati periferici dieci anni fa dagli investitori di Borsa oggi sono diventati la vera spinta dei mercati finanziari dell’Europa. In 10 anni Piazza Affari ha guadagnato oltre il 90%
IL CASO Il giudizio del mercato è netto e senza appello. Italia, ma anche Grecia e Spagna, i paesi considerati periferici e fuori quota dai grandi investitori dieci anni fa, oggi sono la vera locomotiva dei mercati finanziari dell’Eurozona. Il sorpasso rispetto a Francia e Germania è cosa fatta. In 10 anni l’indice MSE italiano ha guadagnato il 91%, con punte record toccate a giugno. Atene viaggia addirittura a +230% e in Spagna l’Ibex è salito del 42%. La Germania nello stesso periodo si è fermata al 54%, la Francia appena sopra. Mentre i rendimenti dei titoli di Stato in Italia sono scesi ai minimi (sotto il 4,5%) e lo spread è calato a quota 130 punti base. La performance dei titoli greci è ancor più netta: il decennale di Atene è fermo al 60% (4,15%) con guadagni annuali in linea con quelli di Francoforte ed inferiori di pochissimo a quelli di Madrid (+68%) in cinque anni, affrontando il 19% di guadagno.
IL RISCATTO
A consacrare il grande sorpasso è proprio il Financial Times — il quotidiano britannico dell’alta finanza — che tempo dopo tempo aggiorna questo ranking sulla base del rendimento e della fiducia degli operatori nei confronti delle economie del Sud Europa, premiate per una rinnovata credibilità e un mercato del debito complessivamente più solido. I numeri raccontano dieci anni di riscatto, anzi di rinascita, in particolare per Atene, dopo gli anni durissimi della Troika e della ristrutturazione forzata del debito. Italia e Spagna, guidate da governi di centrodestra negli ultimi anni, hanno messo in campo politiche più prudenti sui conti pubblici e un migliore rapporto debito/Pil rispetto al p assato.Il Financial Times premia in particolare l’Italia per «l’accurata gestione dei conti del governo Meloni». Ed è stato proprio il ritorno alla stabilità e alla credibilità, secondo il quotidiano, a rendere l’Italia più attrattiva agli occhi degli investitori globali. Oltre alla crescita superiore alle aspettative, la riduzione del deficit e l’avvio di riforme fiscali strutturali hanno consolidato la fiducia.
In Grecia, a fare da spartiacque è stato il successo dell’ultima emissione di titoli di Stato di durata decennale. La Grecia, da parte sua, dopo aver accettato la ristrutturazione forzata del debito imposta dall’Unione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca centrale europea (Bce) e dall’Eurogruppo, è riuscita a liberarsi dell’etichetta di «Grecia» utilizzata fino al 2015.
In questo scenario, il Financial Times parla di Italia, Grecia e Spagna come i “vincitori nel senso del mercato obbligazionario”: c’è stato un calo dei rendimenti obbligazionari decisivo nella stabilità dell’Eurozona. E non è un caso che oggi, in un mercato del debito complesso e pieno di difficoltà, l’Italia segni solo 83 punti di spread con la più forte Germania sui titoli a 10 anni. In Spagna prende forma il ritorno di fiducia degli investitori esteri, mentre in Grecia si prospetta una seconda fase di promozione nei bond. Il merito per la Spagna, dice il Ft, è in gran parte legato alla tenuta del mercato immobiliare e alla spinta delle esportazioni.
Per quanto riguarda l’Italia, è decisiva l’accelerazione della politica fiscale del governo Meloni. È di queste settimane, ad esempio, la spinta sulla riforma fiscale, con il superamento dei vecchi scaglioni Irpef. Ed è proprio sul fronte della semplificazione normativa e fiscale che si giocherà la seconda parte della ripresa economica. Per la Germania, il quadro è opposto: negli ultimi dieci anni ha fatto scendere i rendimenti dei titoli decennali fino al 2,54%, ma con una crescita annua ferma all’1,5% e con una prima manovra dal 5,8% del 2024.







